sabato, febbraio 10, 2007

Lascia che ti porti qui



Ogni giorno da 24 anni la prima cosa che faccio appena sveglia è guardarmi allo specchio, farmi una smorfia e lavarmi il viso...
Che sia una linguaccia, un sorriso pagliaccesco, un grigno famelico.. ogni giorno metto in scena la mia pièce.. e il mio teatro della vita apre il sipario e ogni atto mi riserva incredibili sorprese..
Anche nei momenti più bui, il mio piccolo segreto non ha mai smesso di recitarsi ed era una delle poche cose che mi faceva tornare a terra, dopo mille e più chilometri di voli pindarici notturni.
Domani è il mio compleanno e sono felice di poterlo festeggiare con i miei amici più veri. Di aver trasmesso anche a loro un po' delle mie smorfie, di potermi far ricordare e amare un po' anche per questo. Anche quando ci sarà da coprirsi di maschere, perchè la vita me lo imporrà, spero di potermi ricordare com'ero da bambina e coprirmi le ali di polvere fatata..
A tutti i passati, presenti e futuri.

venerdì, febbraio 09, 2007

E io non so se ci sarò

Ah, santa uggiosità invernale, che ci chiude in casa.. che ci assale con la sua voglia di thè caldo e biscotti al cioccolato..
Ah, santa pioggia sulle scarpe che ci inonda i piedi e ci ridà un po' di linfa..
Ah, santo vento freddo rigeneratore che ricarica i nostri chackra nel loro continuo divenire...
Ah, santa incoscenza di chi come me, ancora beve la pioggia...come da bambini... alla faccia delle piogge acide, dei cibi transgenici e dell'esplosione di Cernobyl.
Ah, sante telefonate che ti ricaricano il cervello, quelle che aspetti da un giorno intero, quelle che vorresti ne sostituissero tantissime altre...
Ah, sante canzoni di Bersani che mi riempiono di ricordi, aria di sogno e romanticherie..
Ah, santo Dio dell'amore, che rendi galante anche un caffè bagnato a portar via...
Ah, sante tradizioni della domenica, che ci scaldano il cuore tra lasagne e crostini ai funghi.
Bene vedo che il periodo delle scale è finito, l'ascensore è arrivato e la signora del V piano mi ha appena ricordato che questa portiera proprio non va, non pulisce bene i battiscopa...

giovedì, febbraio 08, 2007

No woman no cry


Purtroppo questo è il momento delle scale...

E quando arriva il monotematico bisogna lasciarlo scorrere, andare..scoprire che cosa deve dirti quel tarlo...

Ora, io le scale le ho sempre viste da svariati punti di vista.. dal basso, correndoci sopra e mangiando a 3 a 3 gli scalini da salire, o dall'alto, sempre con quelle strane vertigini da ossigenazione intracellulare dopo la salita...

Ora, metaforicamente parlando ci proverò a comprendere cosa può volermi dire una scala... spero non ulteriori salite, che di salti in alto, in basso, carpiati e varie ne ho fatti fin troppi sto periodo... Io credo di dovermi un attimo sedere sul primo gradino, mettermi le mani in tasca ed aspettare...
Magari riaggiustano l'ascensore..






mercoledì, febbraio 07, 2007

Da mezz'ora sono qui arruffato...


Oggi è un giorno da arrancare sulle scale..
C'è il corrimano, ma non mi ci voglio aggrappare. Voglio sentire il respiro fresco delle libere scelte vibrarmi nei polmoni.
Bisogna salire per arrivare da qualche parte..
E' una scelta obbligata, una prerogativa delle scale...
Oggi nel mio rigenerante giro in biciletta tra le strade della Ostia bene, quella di Piazza Anco Marzio e dintorni, non ho potuto fare a meno di frenare, davanti ad un omino dallo sguardo troppo attento da non potermi catturare..
Era fermo ad una colonna del portico davanti al Krapfenaro...
Ho fatto finta di dover riempire la borraccia, ma continuavo a fissarlo.. I suoi occhiali e le sue rughe erano troppo spessi e sapevo che lì dietro sicuramente si celavano anni e anni di volti, colonne, buste pesanti da portare a casa con la spesa appena fatta..
Ho poi scoperto cosa stesse guardando e la cosa mi ha fatto enormemente tenerezza...
C'era un vecchio cartello, sbiancato dal sole, con l'inchiostro slavato dalla pioggia... E l'ha guardato per un tempo indefinito,ripetendo le labiali di ciò che riusciva a leggere... poi ha guardato il mare.. ha dato una spolverata alla sua giacca...
Io nel frattempo mi ero avvolta sulla panchina di legno.. che mancava di qualche piolo ma era il luogo più comodo del mondo, in quel mio cinema matinèe..
..ha riguardato il cartello e si è avvicinato al suo portone.. Nella busta sono addirittura riuscita a scorgere un cespo di lattuga e una bottiglia di vino rosso...
Poi, il portone si richiude dietro di lui..e io risalgo in sella, ammaliata da quello spettacolo tanto banale, quanto affascinante...
Il cartello recitava più o meno così: VENDESI HARLEY DAVIDSON ANNI '70 TRATTATIVE PRIVATE. CHIAMARE ORE PASTI. GIANNI .....
Ho immaginato i suoi ricordi, ho immaginato quanta strada la sua Vespa '50 avesse fatto e quanto sognava anche lui un'Harley alla mia età...
Ma a volte nella vita si sta bene anche con della buona lattuga e del buon vino..e con quella sana banalità che non guasta mai.